di Giusepepe Capitanio - Segretario regionale D.C. Toscana - giuseppe.capitanio@dconline.info *****
Lo spasmodico e sfrenato istinto di sopravvivenza e di autoconservazione ha fatto superare barriere culturali e storiche che in Toscana sono state da sempre particolarmente forti ed evidenti.
La Toscana ha una nuova legge elettorale. Il 29 luglio il Consiglio Regionale ha approvato una nuova legge che contiene norme innovative, ma non per questo migliorative che entreranno in vigore e regoleranno la prossima tornata elettorale regionale del marzo 2010.
La nuova legge riduce il numero di Consiglieri, portandolo da 65 a 55; riduce il numero degli Assessori della Giunta portandolo a 10 unità, ma soprattutto e sostanzialmente introduce la soglia di sbarramento al 4% dei consensi.
La legge è stata approvata con voto a favore di PD , PDL e PS mentre hanno espresso voto contrario UDC, Verdi, SD, PdCI e gruppo misto.
La nuova legge elettorale ha ottenuto una maggioranza trasversale, dove i due partiti maggiori, l’uno di maggioranza (PD) e l’altro di minoranza (PDL) hanno votato all’unisono, evento storico nella storia del Consiglio Regionale Toscano.
L’aspetto della legge sicuramente più criticabile è l’introduzione dello sbarramento al 4%.
La Democrazia Cristiana ritiene che questa legge elettorale non sia orientata all’interesse generale ma all’interesse particolare di PD e PDL. Uno sbarramento finalizzato unicamente a favorire i due partiti maggiori ed a garantire loro un maggior numero di seggi. Hanno quindi ottenuto con una sola mossa un duplice vantaggio: con una mano hanno ridotto il numero degli scranni in palio dando soddisfazione a chi chiedeva la riduzione del costo della politica, con l’altra hanno varato una legge che inibisce a molti di partecipare, l’equilibrio tra i piatti della bilancia per loro è rimasto invariato, ed inoltre sono riusciti per legge ad annientare gli avversari temendo la forza delle loro idee. Si perpetua così quanto già fatto per la competizione europea. Si va contro ogni principio democratico, democrazia è partecipazione e la partecipazione è garantita solo dalla norma proporzionale.
La Democrazia Cristiana per 50 anni ha dominato le competizioni elettorali, affermandosi con le idee, con i principi, con la politica, non ha mai pensato né tanto meno varato leggi che depotenziassero gli avversari, impedendo loro la partecipazione per poter avere vita più facile; ma ha sempre rimesso in discussione se stessa, mettendosi in gioco in ogni competizione. Semmai sono stati altri che dalle procure hanno messo in moto un meccanismo perverso che però non ha portato loro i frutti preventivati. La Democrazia Cristiana è tuttora presente, perché l’Italia è democristiana, gli italiani sono più o meno consapevolmente democristiani nella loro indole, nella loro coscienza, nella loro mente.
La legge elettorale toscana e leggi a questa simili rendono più che mai necessaria la riunificazione della Democrazia Cristiana con tutte le forze di origine e di ispirazione democristiana. Il Segretario della DC Angelo Sandri ed il Segretario del Pdc Gianni Prandini hanno già iniziato questo percorso, in attesa che altri si uniscano a loro e noi tutti lavoreremo in tal senso, perché marzo 2010 si avvicina inesorabilmente.
Giuseppe Capitanio