di Francesco Papeo - Capo Ufficio Stampa della Democrazia Cristiana- Terzo Polo di Centro *****
La battaglia legale, iniziata nel 2006 dal dott. Massimo Albertin e sua moglie finlandese, per la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche, ha avuto dunque il suo epilogo in questi ultimi giorni con la sentenza della Corte dei Diritti Umani di Strasburgo. La sentenza, molto discussa, ha decretato la rimozione dei Crocifissi dalle aule scolastiche. Questa decisione sta facendo discutere molto e c'è un gran vociferare e” parlare” in note trasmissioni televisive, intorno a questo argomento, che infervora gli animi di entrambe le fazioni: chi è contro e chi è a favore.
Assistiamo, come sempre, a inutili e viziose odissee verbali intorno all'argomento! Da una parte il popolo del “NO”, contrari alla decisione, in quanto rivendicando le radici cristiane su cui poggiano le fondamenta della nascita dell'Europa (ma non purtroppo dell'Unione Europea), urla ad alta voce allo scandalo ed all'esproprio della propria identità cristiana e delle proprie radici storiche.
Dall'altra parte il popolo del “SI”, che definendosi laico, ma nei fatti e negli argomenti - a nostro parere - più “laicista”, urla ad alta voce il non prevalere di una religione piuttosto che un'altra.
Come da un po' di tempo sempre accade, si assiste per le strade, in televisione e sulla carta stampata ad azioni di una certa violenza verbale, a volte anche carnevalesche, come ad esempio con i cortei laici ( o laicisti?) che contenti della sentenza, manifestano un po' ovunque la propria soddisfazione.
Sulla sponda opposta le associazioni cristiane, Chiesa e la maggioranza del popolo italiano cattolico, che esprime la propria frustrazione per essere stati privati di una tradizione, di una storia, che affonda le proprie radici sin dalla conversione di Costantino al Cristianesimo.
La Democrazia Cristiana - per il tramite del suo Segretario politico nazionale Angelo Sandri - prende una posizione ferrea riguardo alla questione, facendo parte ovviamente del Popolo contrario alla rimozione del Sacro Crocifisso dalle aule scolastiche, che alle spalle del maestro o dei professori ha guardato generazioni di nonni, padri, figli, crescere e prepararsi alla vita.
Evitando però estremismi e carnevalate (come buttare dalla finestra il Crocifisso o ostentare un Crocifisso variegato di colori e funzioni, che alterano totalmente il vero e unico significato intrinseco al simbolo stesso) la Democrazia Cristiana vuole dare il suo forte segnale di opposizione ad una sentenza “laicista” e non laica, che non tiene conto della tradizione e del cuore cristiano della gente.
In questo senso - ha precisato il Vice-Segretario e Portavoce nazionale D.C. Alessio Sundas - la Democrazia Cristiana ha voluto acquistare di tasca propria 25.000 crocifissi da distribuire fuori dalle scuole alle famiglie e soprattutto agli studenti, perché in ogni caso la libertà personale di professare la propria religione NON DEVE IMPEDIRE DI ESPRIMERE IL SEGNO DELLA PROPRIA IDENITA' RELIGIOSA.
Inoltre per ricordare che il crocifisso non è solo il simbolo del cattolicesimo, ma anche di un cristianesimo vero, puro, forte e antico, la Democrazia Cristiana regalerà dei crocifissi di legno, nello stile francescano, per esprimere e ricordare il legame di una convinzione religiosa semplice profonda e forte come la terra nella quale affondano le radici lignee cristiane.
Insieme al crocifisso ci sarà una frase della poetessa Ada Negri a ricordo di tutto quanto detto fin'ora: “In quel Crocefisso, nel suo volto, ci sono tutti i volti dell’umanità”,
Francesco Papeo
Capo Ufficio Stampa della Democrazia Cristiana- Terzo Polo di Centro