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EDIZIONE DI DOMENICA 14 febbraio 2010
Direttore Responsabile ANGELO SANDRI - angelo.sandri@dconline.info * Vice-Direttore ANDREINA BARKANY - andreina.barkany@dconline.info * Responsabile Coordinamento della Redazione ALESSIO SUNDAS - alessio.sundas@dconline.info *
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CITTADINANZA UNIVERSALE ED IMMIGRAZIONE: CREARE SCUOLE E LAVORO NEI PAESI DI ORIGINE
[1243786500]
di Nunziante Minichiello - nunziante.minichiello@dconline.info **

Gli immigrati fanno notizia e suscitano tanti interessamenti: il gran cuore delle persone vibra fortissimamente di fronte ai disagi dei deboli, dei poveri e dei meno fortunati, come testimoniano le molte iniziative, quali ad esempio le sottoscrizioni a favore dei terremotati abruzzesi.
Gli immigrati però hanno una marcia in più, sono anche di culture e di colori diversi: razzismo sempre in agguato impegna ancor più l’attenzione della società civile.
Buone cose, che finora però non hanno dato grandi risultati sul piano pratico.
I paesi ricchi, pur organizzando incontri e tavole rotonde, pare che abbiano la sola preoccupazione di rimanere ricchi, regalando ai paesi poveri tante briciole e tante miserie, dalle quali non potranno mai uscire, perché non hanno le istruzioni per uscire e nessuno finora si è preoccupato di fornirgliele.
Vi pensi il volontariato, i Lions ad esempio, che sono presenti in 205 paesi e che quindi possono fregiarsi di diritto della cittadinanza universale, la quale assicura uguaglianza universale definendo ogni essere umano “civis”: inviare nei paesi poveri chi sappia insegnare a leggere ed a scrivere e chi sappia insegnare a produrre da agricoltore, da artigiano, da commerciante, da industriale, insomma da imprenditore.
Per la verità Sirio Marcianò, direttore della rivista The lion, propose tempo fa di adottare un paese per volta e migliorarlo con “ una cena in meno”: i soci avrebbero devoluto l’importo di una cena a fini umanitari, cioè per porre i poveri in condizioni di produrre e pagare anche debiti, senza chiedere elemosine.
Comunque sia finita, la proposta, se non la più meritevole, tra le più meritevoli, risolverebbe con l’istruzione i bisogni di tanta umanità: chi è solidale non solo a parole invii “maestri” là donde provengono tanti disperati, che riempiono le cronache e le casse dei paesi ricchi, i quali ultimi hanno bisogno di chi lavora senza condizioni e però non di infiniti lavoratori, che potrebbero creare, come creano, problemi.
I politici che non perdono occasione di dimostrare sensibilità alle esigenze dei cittadini ed ai bisogni degli immigrati, entrambi tutelati dal diritto, spesso si dividono sugli immigrati per cui qualcuno viene tacciato di razzismo e qualche altro di interessarsi più degli immigrati che degli italiani: i lions sono stati chiamati in causa perché non guardano a parti di umanità, ma all’intera umanità, che, nel bisogno, va aiutata a prescindere da nazionalità, da credo politico, da fede religiosa e dal colore della pelle.
Aiutare veramente e definitivamente però: creare lavoro nei paesi di origine degli immigrati, donde sarà possibile emigrare alla luce del sole e senza intermediari: scuole e lavoro gestiti, dopo opportuno addestramento, solamente dagli indigeni, per fare in modo che i volontari benefattori ritornino a casa loro e non siano solleticati a rimanere per comandare, come si è fatto e si intende fare con il Sud d’Italia: impresa da leoni e da L.I.O.N.S.( liberty intelligence our nations safety).
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