di Cristiana Zarneri - cristiana.zarneri@dconline.info **
Nel 2005 viene redatto il trattato di Lisbona (anche chiamato Trattato di Riforma), in sostituzione della Costituzione europea bocciata dai no del referendum francese ed olandese del 2005. Dopo due anni di pausa di riflessione il trattato entra in vigore in vista delle europee 2009, anche per volontà dell’allora Presidente del Consiglio Romano Prodi e del Cancelliere tedesco Angela Merkel.
Tutto ciò al fine di arrivare nel 2009 ( anno delle nuove elezioni europee ) ad avere un nuovo trattato in vigore. Il 4 giugno 2007 viene presentato il nuovo testo, composto di 70 articoli, che diventerà il punto di riferimento per i nuovi negoziati.
Punti sommari: Simboli europei eliminati e ritorno alla vecchia nomenclatura; tornano regolamenti e direttive al posto delle leggi. Il ministro degli esteri europeo si chiamerà di nuovo gran rappresentante per la PESC ( Politica estera e di sicurezza comune). Nel 2014 entrerà in vigore il metodo decisionale della doppia maggioranza. I parlamenti nazionali vedono aumentati i loro poteri. Il regno unito preserverà la sua indipendenza attraverso una clausola di esclusione. Ma, vi sono molti ma…
In primis non vi è alcun esplicito riferimento alle radici cristiane dell’Europa il che è considerato un palese tradimento rispetto a quei valori fondamentali che hanno garantito lo sviluppo ed il progresso del cosiddetto vecchio continente. Particolarmente pericolosa anche l’abolizione del diritto di veto da parte delle singole nazioni il che significa che un euro-parlamento dominato dalle lobby e dagli interessi particolaristici potrebbe a questo punto condizionare pesantemente la sovranità popolare di ogni singolo stato membro.
Ci siamo poi chiesti cosa prevede il trattato di Lisbona in merito alla pena di morte? Il trattato non prevede esplicitamente la pena di morte; anzi in teoria la esclude! Salvo poi affermare che: “le forze dell’ordine possono uccidere legalmente ogni cittadino europeo, al di ogni regolare giudizio, in condizioni eccezionali, ma la cui definizione (attenzione) è lasciata agli organi di Stato ed al di fuori di ogni possibile verifica internazionale. In tale precisazione si palesa una notevole pericolosità politica e giuridica.
Un trattato insomma senz’altro da rivedere nelle fondamenta ed è anche per questo che è sorto il gruppo LIBERTAS EU (ed al quale anche la coalizione per l’Autonomia di Raffaele Lombardo ha aderito) che ha promesso di dare battaglia contro tutti gli imbrogli che sono stati perpetrati da questo trattato senz’altro da buttare.
Cristiana Zarneri