di Laura Chiatroni Madrigali - laura.madrigali@dconline.info
**** Il processo per l'omicidio di Ismail Jauadi, il tunisino che ricattava la cooperativa DIMAC di Castelnuovo Rangone in provincia di Modena avendo le prove foto e video del giro di contraffazione di prosciutti milionario si è concluso con quattro condanne, ma quello per contraffazione e frode a carico di quella stessa ed altre cooperative emiliane che hanno improvvisamente incrementato il loro giro d'affari di prosciutti contraffatti da dieci a un milione in poche settimane, per le quali sono partiti 50 avvisi di garanzia, è ancora alle corde.
La sensazione che vi sia una infiltrazione mafiosa che parte dalla Sicilia, passando per la allora Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, fino alle cooperative rosse emiliane e non solo, è qualcosa di troppo grande da affrontare ! I magistrati coraggiosi, nella nostra bella Italia, o finiscono ammazzati, o vengono immediatamente trasferiti, togliendogli le inchieste.
Allontanati e trasferiti con decorrenza immediata i vertici della Guardia di Finanza di Milano che nel 2006 indagavano Unipol ("le motivazioni di tali avvicendamenti sono unicamente riconducibili ad esigenze di servizio" secondo ciò che disse Visco)
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1976275995&chId=30&artType=Articolo&DocRulesView=Libero .
rimosso il Generale Speciale nel giugno del 2007 (L'Unità ha rimosso la pagina che trattava questa vicenda
http://www.ilsole24ore.com/fc?http://www.unita.it/view.asp?
ma possiamo ritrovare le dichiarazioni degli allora DS ora PD qui:
http://news.kataweb.it/item/315966/gdf-rimosso-il-generale-speciale-vincenzo-visco-rimette-la-delega)
seguito a ruota da Clementina Forleo a causa delle intercettazioni dei vertici Unipol-D'Alema & Soci http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200811articoli/38321girata.asp
Mafia e cooperative. Sono solo sensazioni? Risulta agli atti che Pio La Torre, PCI, fu ammazzato proprio perchè si opponeva a questo genere di infiltrazioni mafiose nel suo partito: "Mafia a sinistra. Secondo le tesi degli inquirenti, le collusioni venute a galla con quest’inchiesta sarebbero il frutto di una precisa strategia “politica” adottata da Cosa Nostra fin dalla fine degli anni ‘70. Seguendo il detto “mangia e fai mangiare”, i mafiosi decisero di allargare la propria influenza anche ai partiti della sinistra, Psi e soprattutto Pci, in modo da temperarne l’opposizione e giungere ad una conveniente “pax mafiosa”. Anno dopo anno, si moltiplicarono i casi in cui cooperative e imprese vicine alla sinistra scesero a patti con i boss mafiosi, ottenendone così vantaggi e favori. Un esempio su tutti, “La Sicilia” di Bagheria, la più grande cooperativa dell’Isola, il cui responsabile Tommaso Orobello – già condannato in primo grado - avrebbe stretto accordi direttamente con gli esponenti mafiosi della zona e, addirittura, avrebbe incontrato più volte Bernardo Provenzano in persona.
Il primo a denunciare queste degenerazioni fu il segretario regionale del Partito Comunista, Pio La Torre, che si scagliò contro il malaffare nelle cooperative agricole a Bagheria, Ficarazzi, Villabate e Misilmeri. La mafia lo uccise il 30 aprile 1982. I magistrati che indagarono sul suo assassinio, scrissero: “Mentre l’Onorevole La Torre si spendeva a combattere la mafia [...] altri importanti esponenti politici colludevano con Cosa Nostra oppure con la loro inerzia, anche all’interno del Partito Comunista, finivano per accettare il progressivo infiltrarsi del sistema mafioso nei meccanismi della politica e della Pubblica Amministrazione”. La magistratura cominciò ad indagare sul mondo delle coop rosse durante gli anni novanta. Dal ’98 in poi, vennero arrestati, oltre a Giammanco, Potestio, Casarrubia, Martino e Ferrante, anche Simone Castello rapporti molto stretti con i mafiosi di Bagheria, paese natale della moglie Marianna Mineo, medico cardiochirurgo. Il secondo anch’esso comunista (e poi diessino), aveva avuto successo nella politica, arrivando anche a fare il vicesindaco di Villabate. Entrambi, almeno secondo la Procura, erano membri effettivi di Cosa Nostra."
http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=3339&tags=
Incredibile ma vero, il coltello dalla parte del manico l'abbiamo noi: è il nostro voto.
Conoscete la sinistra italiana, imparate a chiamarli col loro nome, e soprattutto non votateli mai più. Ma chiedete anche spiegazioni a PdL, che dai banchi dell'opposizione della Casa delle Libertà invocava a gran voce giustizia, parlando di "emergenza democratica". Chiedetelo alla Lega Nord, che per bocca di Castelli diceva che questa sinistra punisce chi fa il proprio dovere.
http://www.italiaestera.net/modules.php?name=News&file=brevi&sid=3610
Questo silenzio è assordante...Sono al governo, ma con un evidente patto di non belligeranza.
Andate oltre i proclami da baraccone di un Franceschini venditore di mele avvelenate, oltre i musi duri di un Di Pietro anche lui sembrerebbe che abbia qualche scheletro nell'armadio, e nemmeno troppo nascosto http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=317990&START=2&2col=,
oltre una politica fatta di avvenenti ragazze candidate alle europee e poi frettolosamente tolte dalle liste... Guardate più in là, più sotto, più dietro: guardate i fatti. Non fermatevi nè alle apparenze, buone per una trasmissione di Porta a Porta, nè alle ideologie, buone per qualche ottuso o nostalgico. Andiamo oltre. Andiamo verso la libertà, finalmente, quella vera, quella che ha un futuro. I nostri piccoli voti, tutti insieme fanno "il Potere". Quello che governa, quello che amministra, quello che può rubare o rendere, quello che può ammazzare o salvare.
Nel nostro piccolo, ciascuno nelle nostre città, diciamo basta ad una politica fatta di parole e gesti di circostanza e chiediamo fatti concreti per il bene e nel vero interesse del Paese.
http://www.nuovocaporalato.it/Articoli/ilCasoLibera.htm