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Patrizia Vrenna - patrizia.vrenna@dconline.info ***** Con sabato 30 agosto 2008 ha preso il via il campionato di calcio di serie A ...e buona parte degli italiani verrà distolta dai problemi veri che affliggono il Paese! Una sorta di droga che annebbia il cervello ed induce taluni a dimenticare la precarietà, l'inflazione ed il caro vita, l'Alitalia...ed altri (ultrà, hooligan, delinquenti comuni) a sfogare la propria rabbia con atti di violenza, vandalismo, pestaggi dentro e fuori lo Stadio, così da trasformare un evento sportivo in uno scenario di distruzione, disordine e sangue ed , ahimè, persino di morte!
A nulla servono misure di sicurezza ad hoc, tornelli agli ingressi dei campi, la carta del tifoso : l'Inter prima società calcistica una settimana fa (Inter-Roma) ha attivato una sorta di pass per i tifosi che vorranno seguire i propri beniamini a San Siro; aldilà di alcuni privilegi, l'obiettivo sarà quello di creare un database nazionale di tifosi affidabili dal punto di vista antiviolenza. Si auspica che tutte le altre società di calcio adottino a breve un sistema analogo.
Anche il calcio rappresenta un giro d'affari di miliardi....ma è mai stato uno sport sano? l clima bellico , di guerriglia, linguaggi, slogan, azioni si scontrano con il noto brocardo: mens sana in corpore sano (se si pensa anche al doping, sic). Il binomio calcio-violenza ha origini lontane: le prime trasferte, le prime invasioni di campo, arbitri che menano i tifosi, giocatori che si danno testate o chiamano in causa il parentado ed incidenti .....vecchi di duemila anni!
L'episodio piu' grave del periodo d'anteguerra accadde il 18 gennaio 1914. Dopo l'incontro tra la SPES di Livorno ed il PISA Sporting Club i supporter delle due squadre si scambiarono lanci di sassi e colpi di rivoltella. Ancora oggi le intemperanze dei tifosi che provocano irrimediabili ferite nel mondo del calcio viene interpretato come un dato un originario e tipico del tifo, che sugli spalti da sfogo alle tensioni accumulate in famiglia o sui luoghi di lavoro MA non possiamo chiudere gli occhi davanti episodi drammatici degli ultrà.... a mio avviso , e credo di racchiudere il pensiero dei molti, solo puri e semplici criminali e non dei sani sportivi.
Guardando con gli occhi della memoria sportiva gli avvenimenti tragici che hanno causato l'ondata di provvedimenti che continuano a portare una serie di novità con l'intento d'arginare i danni del fenomeno nel mondo del calcio, la cosa che colpisce maggiormente è come siano fenomeni non solo appartenenti al periodo in cui il calcio è diventato il principale divertimento degli italiani ed una delle principali industrie nazionale, ma accompagnavano, purtroppo, il calcio anche al tempo dei pionieri, attraversando così l'intera storia, ormai piu' che secolare, del gioco piu' bello del mondo nel nostro Paese. Nel 1909 un giornale italiano riferiva allarmato delle muraglie umane2 che circondavano gli incontri della Football Association Cup: .... si è arrivati alla cifra quasi incredibile di 120mila persone... ma si trattava della patria di questo gioco, l'Inghilterra, e della piu' antica manifestazione calcistica in assoluto, la FA CUP, che ancora oggi viene disputata e che è cominciata nel 1872, dando origine alla storia del calcio agonistico.
Lo scrittore sudamericano, l'uruguaiano Eduardo Galeano ci riporta addirittura ad una memoria millenaria: In una cronaca che scrisse in altri tempi a proposito di altri sport, Dione Crisostomo fece un ritratto dei tifosi romani del II sec. d.C.: ...quando vanno allo stadio è come se scoprissero un deposito di droga; dimenticano completamente se stessi e, senza alcuna vergogna, dicono e fanno la prima cosa che viene loro in mente.......
Il primo incidente mortale in Italia risale al 1963 durante l'incontro Salernitana-Potenza: il 28 aprile 1963 Gaetano Plaitano venne raggiunto da un proiettile vagante...ma fatale.
Neppure il primo morto 45 anni fa è riuscito a acambiare le cose, ahimè. Lo testimonia l'uccisione lo scorso campionato del tifoso laziale Gabriele Sandri, che ha scatenato la reazione violenta di facinorosi e teppisti....la degenerazione dei movimenti dei tifosi di calcio italiano. E stando alla cronaca (piu' nera che sportiva) degli ultimi anni sono ormai pochissime in serie A e soprattutto nei campionati minori le squadre che possono vantare spalti immacolati, dove il tifo è tifo e basta.
Ci sono giovani che rinunciano alla sciarpa con i co lori della squadra del cuore e si vestono in modo anonimo per non essere riconoscibili , er colpire nascosti dietro caschi, sciarpe e passamontagna scuri (come insegna la bibbia hooligan inglese) e che il lunedì mattina danno vita ad un bollettino di guerra anziché alle sane chiacchierate di quattro amici al bar per commentare le gesta dei propri beniamini nel week end.
L'identikit dei violenti è uguale in tutta Italia: dai 15 ai 20 anni , agiscono spesso sotto l'effetto di droghe e nello scontro con lo sbirro si muovono a gruppi, piu' o meno politicizzati. A tenere insieme molti di questi gruppi, dice un'informativa dei servizi segreti del 2006, è un clima di violenza ed ostilità nei confronti delle forze dell'ordine.. la strumentalizzazione a destra ed a sinistra sconfinano con ambienti di delinquenza comune . Vi sono infine gruppi border line , quelli che gli investigatori nelle indagini definiscono gruppi disgregati legati alla malavita . Che fare? Chiudiamo gli stadi? ...ma poi dovremo , agli esuberi Alitalia, aggiungere i disoccupati del calcio ed indotti vari! ...e che ne sarà dei promessi sposi delle Veline nostrane? Concedetemi un briciolo d'ironia...domani è lunedì 1 settembre e ci attendono una nuova raffica di aumenti !
Poveri Italiani sempre piu' nel pallone......
avv. Vrenna Patrizia - Milano
Vice Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana